Tuo figlio usa il PECS e ti chiedi se sia il caso di passare a una CAA robusta, con un vocabolario ricco su tablet? I due approcci non hanno lo stesso obiettivo: il PECS insegna molto bene a fare una richiesta, una CAA robusta punta a poter dire tutto. Si può passare dall'uno all'altra senza togliere nulla alla persona.
Che cos'è il PECS?
Il PECS (Picture Exchange Communication System, sistema di comunicazione per scambio di immagini) è stato sviluppato negli Stati Uniti nel 1985 da Andy Bondy e Lori Frost, in un programma pubblico per alunni autistici del Delaware. Il principio: la persona dà un'immagine al suo interlocutore per ottenere ciò che vuole. Lo scambio rende molto visibile l'intenzione di comunicare, e obbliga ad andare verso qualcuno.
Il metodo segue sei fasi, presentate qui in modo semplificato:
- scambiare un'immagine con un oggetto desiderato;
- andare a prendere il proprio raccoglitore e cercare l'interlocutore, anche a distanza;
- scegliere l'immagine giusta tra diverse;
- costruire una frase semplice («voglio» + oggetto);
- rispondere alla domanda «cosa vuoi?»;
- commentare («vedo», «sento»).
Il PECS è una forma di CAA, molto strutturata. Una meta-analisi trova prove da moderate a solide per l'apprendimento delle richieste, ma poche prove per i commenti (Ganz et al., 2012, citato da Beukelman & Light, 2020). Saper chiedere riduce la frustrazione, ma si comunica anche per commentare, rifiutare, fare domande, raccontare. Come ha riassunto un genitore citato da Beukelman e Light: la vita non si riduce ai biscotti. Vedi Oltre le richieste.
Che cosa si intende per CAA robusta?
Il termine si è diffuso nella pratica clinica, senza una definizione unica nata dalla ricerca. Un sistema si dice robusto quando permette, nel tempo, di dire più o meno tutto ciò che si vuole, e cresce con la persona:
- un vocabolario ampio: parole di base per combinare («ancora», «finito», «andare», «non») e parole personali;
- tutte le funzioni comunicative: chiedere, rifiutare, commentare, fare domande, raccontare, scherzare, dire che qualcosa non va;
- posizioni stabili, perché i gesti diventino automatici (vedi Organizzare la griglia);
- un percorso verso la grammatica: coniugazioni, accordi, parole funzionali;
- un accesso alle lettere, l'unico vocabolario davvero aperto;
- una disponibilità costante, a casa, a scuola, fuori.
Robusto non vuol dire complicato fin dal primo giorno: si può cominciare con poche caselle visibili e mostrare le altre col tempo, senza mai spostare una parola già imparata.
PECS e CAA robusta: le differenze
| PECS | CAA robusta | |
|---|---|---|
| Obiettivo principale | Avviare una richiesta verso un partner | Comunicare per tutte le ragioni |
| Supporto | Raccoglitore di immagini da scambiare | Tablet, quaderno di comunicazione a posizioni fisse, o entrambi |
| Vocabolario | Soprattutto nomi di oggetti desiderati | Parole di base, parole personali, frasi pronte, lettere |
| Apprendimento | Protocollo a fasi, con prompt | Modeling in situazioni reali, occasioni, attesa |
| Voce | No, salvo versione digitale | Sì, su tablet |
Sul piano della ricerca, il modeling, al centro di una CAA robusta, è una delle strategie meglio documentate (vedi Fare modeling, aspettare, rispondere). Altri principi, come la pianificazione motoria o l'organizzazione in frasi pronte, sono stati ancora poco studiati.
Quando ha senso il PECS?
- per una persona che non va ancora verso gli altri per comunicare;
- quando lo scambio fisico aiuta a capire che un messaggio è rivolto a qualcuno;
- quando l'équipe è formata sul protocollo e lo applica ovunque.
Niente impedisce, in parallelo, di fare modeling su uno strumento più ricco: i due possono coesistere.
Come passare dal PECS a una CAA robusta?
- Mantieni ciò che funziona. Le immagini conosciute, il riflesso di andare verso qualcuno e le richieste acquisite restano punti di appoggio.
- Usa gli stessi pittogrammi all'inizio, per non dover reimparare tutto.
- Aggiungi prima parole che non siano nomi: «ancora», «finito», «basta», «aiutami», «non questo».
- Fai molto modeling, senza pretendere nulla all'inizio.
- Varia le richieste. Non tutte cominciano con «io voglio»; le prime combinazioni spesso lasciano cadere «io».
- Dai parole per commentare e rifiutare: «che schifo», «fantastico», «oh no», «non adesso».
- Lascia tempo. Un nuovo strumento si valuta in diverse settimane, nelle routine reali.
Mantieni ciò che funzionaLe immagini conosciute e il riflesso di andare verso qualcuno
Aggiungi parolePer combinare, commentare e rifiutare
Fai modelingMolto, senza pretendere nulla all'inizio
Lascia tempoDiverse settimane, nelle routine reali
Per scegliere lo strumento (carta o tablet) e organizzare una prova, vedi Scegliere lo strumento di CAA. In Pictalk Buddy, i vocabolari PicTalk Essenziale 24, PicTalk Trampolino 48 e PicTalk Orizzonte 80 tengono le parole in posizioni fisse e propongono una frase portante «io voglio + parola», vicina alla fase 4 del PECS. Materiali stampabili sono disponibili nella pagina delle risorse.
Domande frequenti
Bisogna completare le sei fasi del PECS prima di passare a un tablet?
No: la CAA non ha prerequisiti. Si può introdurre uno strumento più ricco in qualsiasi momento e fare modeling in parallelo (vedi I falsi miti sulla CAA).
Mio figlio sa chiedere con il PECS: perché cambiare?
Non si tratta di togliergli ciò che sa. L'obiettivo è aggiungere parole per commentare, rifiutare, fare domande e raccontare.
Un tablet che parla gli impedirà di parlare?
No: la CAA non impedisce la comparsa della parola. Cosa dicono gli studi è spiegato nel dettaglio in CAA e parola.
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Fonti
- Beukelman, D. R., & Light, J. C., 2020, Augmentative & Alternative Communication (5ª ed.), Paul H. Brookes.
- Studio citato da Beukelman & Light (2020): Ganz et al. (2012).
- Bondy, A., & Frost, L., 1994, The Picture Exchange Communication System, Focus on Autistic Behavior, 9(3), 1-19.