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Glossario della CAA: i termini spiegati in modo semplice
Glossario della CAA: i termini spiegati in modo semplice
Alexandros

Scritto da Alexandros SIDIRAS GALANTE il lunedì 28 settembre 2026, aggiornato il giovedì 15 ottobre 2026

Tempo di lettura stimato ~ 5 minuti

Valutazioni logopediche, corsi di formazione, app: la CAA ha il suo vocabolario, spesso preso dall'inglese. Ecco 53 termini definiti in una frase secondo Beukelman e Light (2020), con l'equivalente inglese in corsivo; un termine con link rimanda alla guida che lo approfondisce. Per i termini amministrativi, vedi Finanziare la CAA.

A e B

Agenda visiva (visual schedule): immagini o foto che mostrano lo svolgimento di una giornata o di un'attività.

Alfabetizzazione (literacy): capacità di leggere e scrivere, che si insegna a tutti, senza prerequisiti.

Banca dei messaggi (message banking): frasi scelte, registrate con la propria voce prima di perdere la parola, per poterle riprodurre in seguito.

Banca della voce (voice banking): circa 4-6 ore della propria parola registrate per creare una voce sintetica simile alla propria, che può dire qualsiasi cosa.

Bassa tecnologia / alta tecnologia (low-tech / high-tech): strumenti senza elettronica (tabelle di carta, quaderni, alfabetieri) o con elettronica (tablet, dispositivi che parlano), complementari.

Bisogni comunicativi complessi (complex communication needs, CCN): la parola della persona non basta per comunicare nella vita quotidiana, qualunque ne sia la causa.

C

CAA (AAC, augmentative and alternative communication): Comunicazione Aumentativa e Alternativa, l'insieme dei mezzi che completano o sostituiscono la parola e la scrittura.

CAA con ausilio / senza ausilio (aided / unaided AAC): con un supporto esterno (tabella, tablet) o con il solo corpo (gesti, segni, mimica).

CAA robusta (robust AAC): sistema che permette, nel tempo, di dire tutto (vocabolario ampio, tutte le funzioni comunicative, grammatica, lettere).

Carta «Come parlarmi» (communication passport, introduction strategy): messaggio che spiega a un nuovo interlocutore come comunica la persona e come aiutarla.

Co-costruzione (co-construction): messaggio costruito in due, in cui il partner propone, indovina o completa e l'utente conferma o corregge.

Codice colore Fitzgerald (Fitzgerald key): colori di sfondo assegnati alle caselle secondo il tipo di parola (persone, azioni, descrizioni…).

Competenza comunicativa (communicative competence): capacità di comunicare in modo efficace, che unisce competenze linguistiche, operative, sociali e strategiche.

Comunicatore a uscita in voce (speech-generating device, SGD): strumento elettronico che pronuncia i messaggi (dispositivo dedicato o tablet con un'app di CAA).

D a I

Dizionario dei segnali (signal dictionary, gesture dictionary): documento che elenca i gesti e i segnali di una persona, il loro significato e la risposta attesa.

Espansione / riformulazione (expansion / recast): riprendere il messaggio della persona in forma più completa, per esempio «ancora succo» per «ancora».

Funzioni comunicative (communicative functions): ragioni per comunicare, come esprimere un bisogno, condividere un'informazione, creare un legame o rispettare le convenzioni sociali.

Iconicità (iconicity): grado di somiglianza tra un simbolo e ciò che rappresenta, da trasparente (indovinabile) a opaco.

Ipotesi meno pericolosa (least dangerous assumption): in mancanza di prove, scegliere l'ipotesi meno dannosa se si rivela sbagliata, per esempio presumere che la persona capisca.

L a O

LAMP (Language Acquisition through Motor Planning): metodo basato su posizioni fisse e gesti ripetuti per ogni parola.

Messaggio per tenere il turno (floorholder): messaggio che mantiene il turno di parola mentre si compone, per esempio «Aspetta, sto scrivendo…».

Modeling (aided language modeling, aided input): il partner tocca le parole sullo strumento della persona mentre parla; si dice anche modellamento o input aumentato.

Modello di partecipazione (Participation Model): quadro di valutazione e di intervento che parte dalle attività della persona e dagli ostacoli alla sua partecipazione.

Multimodalità (multimodal communication): uso combinato di più mezzi di comunicazione (gesti, suoni, pittogrammi, parola), senza gerarchia tra loro.

OBZ (Open Board Format): formato di file aperto per scambiare tabelle di comunicazione tra app compatibili.

Olofrase (holophrase): gruppo di parole usato come un unico blocco, per esempio «ho finito» o «cos'è?».

P

Partner comunicativo (communication partner): qualsiasi persona che interagisce con l'utente (genitore, insegnante, compagno, operatore).

PECS (Picture Exchange Communication System): metodo in sei fasi in cui la persona scambia un'immagine con ciò che vuole.

Pianificazione motoria (motor planning): principio secondo cui una parola resta sempre nello stesso posto, perché il gesto diventi automatico.

Pittogramma (symbol, pictogram): disegno semplificato che rappresenta una parola o un'idea, preso da banche come ARASAAC.

PODD (Pragmatic Organisation Dynamic Display): sistema di CAA ideato da Gayle Porter, le cui pagine sono organizzate in rami pragmatici.

Predizione di parola (word prediction): proposta automatica delle parole successive più probabili, che fa risparmiare selezioni.

Presumere le competenze (presuming competence): supporre che la persona capisca più di quanto riesce a esprimere, e offrirle un ambiente ricco.

Programmazione al momento (just-in-time programming): aggiunta di una parola nello strumento durante l'attività, nel momento in cui diventa utile.

Puntamento oculare (eye gaze, eye tracking): accesso con lo sguardo, in cui una telecamera segue gli occhi e seleziona la casella fissata.

Q e R

Quaderno di comunicazione (communication book): raccoglitore di carta con divisori che riunisce pagine di pittogrammi, spesso primo strumento e poi copia di riserva del tablet.

Rami pragmatici (pragmatic organisation): pagine organizzate secondo l'intenzione (chiacchierare, chiedere, dire che qualcosa non va) e non per categorie di parole.

Riparazione (repair): strategia per ristabilire un messaggio non capito, ripetendolo o modificandolo (aggiungere un'informazione, semplificare, dirlo in un altro modo).

S

Scansione (scanning): le caselle si illuminano una dopo l'altra e la persona attiva un sensore quando quella giusta è evidenziata.

Scansione assistita dal partner (partner-assisted scanning): il partner dice o mostra le opzioni una alla volta e la persona segnala quella giusta.

Scelte scritte (written-choice conversation): il partner scrive in grande da 2 a 4 risposte possibili perché la persona indichi la sua, soprattutto nell'afasia.

Scena visiva (visual scene display, VSD): foto di un momento vissuto in cui alcune zone pronunciano parole, utile ai bambini piccoli e nell'afasia.

Segni per parole chiave (key-word signing): si dice tutta la frase segnando solo le parole importanti, come con il Makaton.

Selezione diretta (direct selection): la persona indica da sola la casella, con il dito, la mano, lo sguardo o un puntatore.

Sensore (switch): grande pulsante o dispositivo attivato da una parte del corpo (mano, testa, piede) per selezionare, spesso con la scansione.

Sintesi vocale (text-to-speech, TTS): voce generata dal computer che legge i messaggi ad alta voce.

T e V

T2L (transition to literacy): la parola scritta compare in grande per circa 3 secondi quando si tocca un simbolo, per sostenere la lettura.

Tabella di comunicazione (communication board): pagina unica di pittogrammi, stampata o visualizzata, spesso legata a un'attività (pasto, bagnetto, gioco).

Tabella per il modeling (aided language board): tabella di pittogrammi appesa o appoggiata sul tavolo, che tutti indicano mentre parlano.

Tempo di attesa (wait time): pausa di 5-10 secondi lasciata alla persona per esprimersi prima di aiutarla.

Training alla comunicazione funzionale (functional communication training, FCT): sostituire un comportamento problema con un messaggio che ha la stessa funzione, almeno altrettanto facile da produrre.

Vocabolario di base (core vocabulary): piccolo insieme di parole molto frequenti e utili ovunque, come «ancora», «finito» o «andare».

Vocabolario periferico e personale (fringe and personal vocabulary): parole proprie di un argomento o di una persona (nomi, luoghi, cibi, passioni).

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Fonti

  • Beukelman, D. R., & Light, J. C., 2020, Augmentative & Alternative Communication (5ª ed.), Paul H. Brookes.

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